Homepage

Il nostro paese, tutti noi, abbiamo bisogno di un approvvigionamento energetico vantaggioso, sufficiente e affidabile per la nostra sicurezza, i nostri posti di lavoro e la nostra prosperità. La nuova legge sull’energia distrugge un approvvigionamento energetico nazionale, finanziariamente sostenibile, sicuro e che ha dato prova di efficacia ormai da parecchi anni. Oggi, il nostro approvvigionamento di elettricità è assicurato da un mix composto da forza idrica (56%) ed energia nucleare (38%). La nuova legge sull’energia mira all’abbandono del nucleare e alla sua sostituzione con energie rinnovabili. Ma il fatto è che le energie rinnovabili non permettono di produrre elettricità in quantità sufficiente e a un prezzo abbordabile per sostituire l’energia nucleare. Questa constatazione vale anche per i prossimi anni.

a una maggiore dipendenza dall’estero

Se la nuova legge sull’energia entra in vigore, dovremo importare più elettricità dall’estero: per esempio, l’elettricità nucleare dalla Francia o quella delle centrali tedesche a carbone. Questa prassi è più nociva per l’ambiente, ci rende dipendenti dall’estero e ci espone a ricatti.

a più burocrazia e divieti

La nuova legge sull’energia permette ai produttori di elettricità di prescrivere a ogni famiglia quanta elettricità può consumare e quando ne ha il diritto. La lavatrice e l’aspirapolvere non potranno essere usati che a orari limitati. Solo le persone abbienti potranno ancora circolare in auto. I riscaldamenti a olio saranno proibiti dal 2029.

alla distruzione del paesaggio

Le centrali nucleari producono il 38% della nostra elettricità. Per rimpiazzarle bisognerebbe costruire, per esempio, più di 6’000 impianti eolici: un grave attentato ai nostri paesaggi, un pericolo per gli esseri umani e per gli animali, la distruzione di quel paese turistico che è la Svizzera.

a un’energia a prezzo insopportabile

L’applicazione della legge sull’energia costa all’economia e ai cittadini circa 200 miliardi di franchi. Il prezzo dell’olio da riscaldamento raddoppierà; la benzina costerà 26 centesimi in più al litro e, in generale, i prezzi dell’elettricità e dei prodotti aumenteranno. La fattura dovrà essere pagata dalle piccole imprese e dai cittadini, perché i grandi gruppi che consumano molta energia beneficeranno di esenzioni e di ribassi.

a un approvvigionamento meno sicuro

Già lo scorso inverno, la rete elettrica svizzera ha raggiunto i limiti della sua capacità, perché due centrali nucleari sono state fermate. Non deve succedere che dei black-out come in California e in tanti altri paesi in via di sviluppo diventino ordinaria amministrazione anche in Svizzera.

alla perdita di posti di lavoro e al calo della prosperità

Le imprese dovranno pagare più cara l’elettricità, l’olio da riscaldamento e la benzina. Molte nuove prescrizioni e divieti le costringeranno a risparmiare energia, quindi ad acquistare nuovi impianti di riscaldamento, nuove attrezzature e nuove installazioni di produzione che consumino meno elettricità. Il settore turistico, il commercio al dettaglio comprese le aziende artigianali subiranno per forza di cose le conseguenze del fatto che le famiglie di quattro persone disporranno di 3’200 franchi in meno l’anno per consumare. La competitività dell’economia e delle arti e mestieri ne soffrirà. Posti di lavoro e prosperità saranno minacciati.

Il comitato apartitico contro la legge sull’energia

Presidente del gruppo parlamentare, Adrian Amstutz; Consigliera nazionale Céline Amaudruz, Vicepresidente UDC Svizzera (GE); Christoph Blocher, Responsabile strategia UDC Svizzera (ZH); Consigliere nazionale Marco Chiesa (TI); Consigliera nazionale Doris Fiala, PLR (ZH); Benjamin Fischer, Presidente Giovani UDC Svizzera (GUDC); Consigliere nazionale Benoît Genecand, PLR (GE); Consigliere nazionale Hansjörg Knecht (AG); Consigliere nazionale Alfred Heer, Presidente Unione dei contribuenti (ZH); ex-Consigliere nazionale Arthur Löpfe, PPD (AI); Casimir Platzer, Presidente GastroSuisse; Consigliere nazionale Lorenzo Quadri, LEGA (TI); Consigliere nazionale Albert Rösti, Presidente del partito (BE); Andri Silberschmidt, Presidente Giovani liberali-radicali Svizzera; Consigliere nazionale Hermann Hess, imprenditore PLR (TG) • Membri del comitato: Consigliere nazionale Thomas Aeschi, Vicepresidente UDC Svizzera (ZG); Consigliere nazionale Beat Arnold (UR); Consigliere nazionale Heinz Brand-Ciocco (GR); Consigliere nazionale Toni Brunner (SG); Consigliere nazionale Michaël Buffat (VD); Consigliere nazionale Raymond Clottu (NE); Consigliere nazionale Marcel Dettling (SZ); Consigliere agli Stati Roland Eberle (TG); Consigliere nazionale Hans Egloff (ZH); Consigliere nazionale Sebastian Frehner (BS); ex-Consigliere nazionale Walter Frey (ZH); Consigliere nazionale Ulrich Giezendanner (AG); Consigliere nazionale Roger Golay, MCG (GE); Consigliere nazionale Franz Grüter (LU); Consigliere agli Stati Werner Hösli (GL); Consigliere nazionale Thomas Hurter (SH); Consigliere nazionale Christian Imark (SO); ex-Consigliere nazionale Walter Jermann, PPD (BL); Consigliere nazionale Peter Keller (NW); Consigliere nazionale Roger Köppel (ZH); Roger Kunz, Presidente Associazione liberi importatori di automobili Svizzera (VFAS); Konrad Langhart, Presidente UDC canton Zurigo; Dr. Hans Rudolf Lutz, Presidente Kettenreaktion; Consigliera nazionale Magdalena Martullo (GR); Consigliere nazionale Thomas Matter (ZH); Oliver Müller, Direttore Swissmechanic; Consigliere nazionale Felix Müri (LU); Consigliera nazionale Roberta Pantani, LEGA (TI); Consigliera nazionale Nadja Pieren (BE); Silvio Ponti, Presidente Swiss Plastics; Consigliere nazionale Lukas Reimann, Presidente ASNI (SG); Presidente UDC International Inge Schütz; Consigliera nazionale Sandra Sollberger (BL); ex-Consigliere agli Stati Vreni Spörry, PLR, Horgen (ZH); ex-consigliere cantonale Konrad Studerus, PPD (ZG); Consigliere nazionale Mauro Tuena (ZH); Consigliere nazionale Hansjörg Walter (TG); Consigliere nazionale Walter Wobmann (SO); Consigliere nazionale David Zuberbühler (AR).